Empatia: comunicazione empatica e relazioni umane

Empatia e “Neuroni Mirror”: basi neurologiche dell’Empatia!

“Sento il tuo dolore nel mio cuore….anzi, nel mio ‘cervello’”

Empatia e Neuroni Mirror

 

Il termine “Empatia” deriva dal greco: “in ”dentro e “pathos”’”soffrire, sentire” ed indica la capacità di sentire e provare emozioni e sentimenti dell’individuo che ci stà di fronte come se li vivessimo noi stessi  in prima persona (it.wikipedia.org).

Alla stregua di uno specchio che riflette l’immagine, noi “sentiamo” il dolore (o qualsiasi altra emozione) dell’altro, nel nostro cuore! (Danilo Carboni, 2008).

Quali sono le basi  neuro-biologiche dell’Empatia?

I “neuroni Mirror” o “specchio”, sono una classe di neuronil localizzati nel circuito fronto-parietale (fronto parietale sinistro e solco inferiore) dell’encefalo, in grado di decodificare e comprendere, nel giro di pochi millisecondi, il significato di un’azione e dei comportamenti umani.

Questi si attivano in un individuo (o animale) nel momento in cui chi ci stà davanti, compie un’azione e noi, di riflesso, ci sentiamo spinti a compierla alla stessa maniera. Come un bambino appena venuto al mondo che imita la  mimica facciale della madre, sorridendo o facendo il broncio come lei.

Se ad esempio, osserviamo una persona muovere la mano per prendere una tazzina, anche nel nostro cervello si attiveranno le aree motorie necessarie deputate a compiere quel gesto, anche se fisicamente stiamo fermi (Rizzolati G., Sinicaglia C., 2010).

Studi scientifici basati sulla scoperta dei “Neuroni Mirror” di Giacomo Rizzoli, famoso neuro-fisiologo a livello mondiale, poi approfonditi dall’Università Bicocca di Milano in collaborazione con il C.N.R. Centro Nazionale Ricerche, hanno dimostrato con l’utilizzo di elettrodi posti sulla cute di alcuni studenti (nei quali veniva monitorata l’attività bio-elettrica cerebrale tramite uno schermo) come il  nostro cervello reagisca più facilmente ad eventi e comportamenti umani dotati di scopo e senso compiuto piuttosto che vivecersa.

In pratica, si è notato come, di fronte alla proiezione di immagini animate (con presenza  di essere umani e dotate di uno scopo ben definito) rispetto a quelle inanimate  e prive di scopo, il nostro cervello reagisca più rapidamente  e sia più sensibile (Alice Mado Proverbio, Alberto Zani, 2010).

Alla stessa maniera, è in grado di comprendere stati d’animo ed emozioni dell’altro stabilendo con quest’ultimo, un rapporto relazionale di tipo empatico.

Come la “Comunicazione Empatica” incide sui rapporti umani

 

empatiaCome precedentemente detto: l’Empatia ci permette di comprendere e dare un senso alle azioni altrui e di comprendere e sentire le emozioni dell’altro, simulando nel nostro cervello quello che gli altri fanno e “sentono”.

E’ come se l’evoluzione ci avesse predisposto bio-logicamente all’Empatia, per questo motivo tendiamo istintivamente a stare vicino a chi è “simile” a noi e a provare “resistenza”, quindi allontanarci, da chi è “diverso” da noi.

Questo vale  sia per le relazioni umane e amicali sia per quelle amorose e lavorative.

In pratica: scegliamo  amici e partner amorosi a seconda delle affinità che sentiamo di avere con loro e ci allontaniamo da chi è diverso da noi.

Riuscire a stabilire una “comunicazione empatica” con l’altro, ci spinge naturalmente ad aprirci al dialogo, sincerità e confronto.

Questo non dipende dai contenuti del dialogo ma dalla modalità di comunicazione: gesti, tono della voce, gestualità. Sentire le emozioni dell’altro ci spinge a metterci sul suo stesso piano, utilizzare il suo stesso linguaggio, sentire quello che sente l’altro. Allo stesso tempo, l’altro sente che può fidarsi di noi e ci percepisce come uguali a lui.

L’empatia:

  • Migliora il tono dell’umore e l’Autostima,

  • Spinge a guardare al futuro ed incita alla speranza anche quando questa sembrava perduta,

  • Spinge al dialogo costruttivo, aperto e sincero da entrambi le parti,

  • Migliora  le relazioni con amici, partner e colleghi,

  • Migliora la nostra presenza  nei Social Network,

  • Può garantire il successo di: un blog, sito web, business e vendita  (Damiano Bordignon, 2013).

In poche parole, stabilire rapporti relazionali di tipo empatico, migliora la qualità della vita e ci fà stare meglio con noi stessi e con gli altri.

Ma….è possibile “imparare” ad essere empatici e  stabilire relazioni umane costruttive?

Ovvio che….si.

La nostra mente ha la capacità di apprendere e reagire agli eventi mettendo in atto nuovi processi neuronali (plasticità neuronale). Quando la situazione e gli eventi lo richiedono, il nostro cervello, è in grado di adattarsi.

Sperando che questo articolo vi sia piaciuto…..vi auguro buona navigazione e…

…remember

…the future waiting for you!

Bigliografia

 

  • Alice Mado Proverbio, Alberto Zani, www.youtube.com, video “I neuroni specchio: le neuroscienze studiano le reazioni del cervello”, 31-03-2010

  • Corrao Sinicaglia, it., Corriere della Sera, art. “A cosa servono i Neuroni Specchio: le misteriose cellule nervose si attivano per imitazione dei gesti altrui, 12-09-2011

  • Damiano Bordignon, www.sestyle.it, 25-03-2013

  • Danilo Carboni, www.danilocarboni.it, art. “L’origine dell’empatia: i neuroni specchio”, 10-10-2008

  • it.wikipedia.org, Enciclopedia libera

  • Rizzolati G., Sinicaglia C., The functinal role of parieto-frontal mirror circuit. Interpretazion and misinterpretation. Nature reviews neuroscience. 11(4) 264-274 doi: 10.1038/nm 2805

 

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