Reputazione digitale e ricerca del lavoro: ecco cosa sapere!

Reputazione digitale e ricerca del lavoro

“Digital Reputation”: ecco cosa sapere e come influisce sull’ottenimento di un impiego

reputazione digitale

“Reputazione Digitale e ……mondo del lavoro: Avete mai riflettuto sull’influenza che la vostra “Reputazione Digitale” ha nella ricerca del lavoro?

Prima di analizzare il suddetto fenomeno, diamogli una definizione.

La “Reputazione Digitale” è: “ La reputazione che ciascuno di noi ha tramite  informazioni fornite dal mondo del web, generate da: social network, blog, forum, commenti, etc. Non è controllata direttamente da noi ma dalle nostre attività on line. E’ dunque un  elemento  in continuo “divenire” e mai “stabile” nel tempo.

Per quanto riguarda le “aziende” viene generata anche dalla pubblicità che queste si fanno configurandosi, quindi, come “fenomeno economico di comunicazione” ovvero: possibilità di incrementare bacino di utenza e guadagno (Diego Botti, 2011).

Avere una buona “reputazione digitale” significa ottenere buoni profitti per l’azienda e possibilità o meno di trovare lavoro per il candidato.

Far parte di un’ampia “rete sociale” significa incrementare i rapporti “on” e “off line” ed avere la possibilità di accedere ad innumerevoli offerte di lavoro tramite diversi canali: siti di annunci di lavoro, social network, contatto diretto con le aziende, etc (Riccardo Castellari, 2013)

Ma…..in che maniera avere una buona “reputazione digitale” può incidere favorevolmente  o meno sull’esito positivo di un “colloquio di lavoro”?

Alcune ricerche dimostrano che molti recruiters fanno uso di Google (scrivendo nome e cognome) e Social Network (in primis: Linkedin e Facebook) per approfondire dati ed avere referenze dei vari candidati (Adecco.it).

Molti candidati forse non sanno che avere un profilo su un qualsiasi Social Network (Facebook, google+, twitter, etc) significa essere sotto l’occhio del recruiter che potrebbe reperire informazioni su di voi.

Foto, commenti, blog, ed innumerevoli “mi piace” e “condivisioni”, lasciano traccie indelebili sul web e possono dare di voi l’impressione di persona seria e professionale o meno.

Immaginate se il vostro futuro datore di lavoro si imbattesse per caso su una vostra foto postata su Facebook dopo una serata in discoteca? O se fra i vostri “interessi”  vedesse un gruppo “hard”? O fra i vostri “amici” persone poco raccomandabili?

Ecco cosa significa avere una cattiva “reputazione digitale”, questo potrebbe precludervi la possibilità di trovare lavoro.

A questo punto potreste chiedere: “Non sono libero di scrivere cosa desidero sul mio profilo Facebook o di cliccare “mi piace” dove mi pare?

Certo che lo sei, ma poichè nessuna legge impedisce al recruiter di reperire informazioni “on line” su di te, cerca almeno di mantenre il tuo “profilo personale” separato da quello “professionale” (Carlotta Piovesan, 2013).

Per avere un un’idea sul tipo di informazioni che un recruiter potrebbe reperire su di voi, provate a scrivere il vostro nome e cognome su google e…..ed ecco che la frittata è fatta. Sapranno su di  voi morte e miracoli.

Ad esempio: se scrivo il mio nome e cognome su google sapete cosa esce?

Il mio profilo su Linkedin e Facebook, google+, la mia tesi di laurea,  fotografie varie postate su facebook da me o da altri in cui sono stata taggata, tutti i miei precedenti lavori, traccie di vita a Londra, commenti messi in vari siti e blog, “mi piace” e “condivisioni”  varie, musica che ascolto, libri che ho letto, trasmissioni televisive seguite,  etc.

Vi è bastato?

Allora cercate di curare la vostra “reputazione digitale” dando di voi un’immagine di persona seria e professionale, fate attenzione ai commenti postati, non criticate o parlate male degli vostri ex datori di lavoro, non siate critici o polemici e non pubblicate foto o informazioni personali su di voi che potrebbero farvi sentire a disagio.

Le informazioni reperibili su di voi devono costituire un “valore aggiunto” alla vostra persona e riflettere la vostra personalità oltre che professionalità e non viceversa.

Cercate di mettere in luce il meglio di voi, siate la persona che avete sempre sognato di essere, sia nella  vita pubblica che in quella  privata.

Soprattuto…. cercate di essere voi stessi i primi a credere in voi ed essere orgogliosi di quello che siete e della persona che siete diventati, degli obiettivi e dei traguardi raggiunti ma anche delle delusioni e batoste che hanno segnato la vostra vita ma che vi hanno infuso la forza di lottare ed andare avanti.

Se non siete in primi a “credere” ed avere fiducia” in voi, non potrà farlo nemmeno chi vi stà davanti.

Ricordatevi sempre che il vostro futuro dipende prevalentemente da voi e che potete vivere pienamente il presente e riscrivere il futuro indipendemente dalle esperienze deludenti che hanno segnato la vostra vita.

Cambiate la vostra vita nel “quì ed ora” senza rimandare al futuro quello che dovreste fare oggi.

“It’s time to change, it’s time don’t be afraid”

by Giovanna Filingeri, Website Administrator!

 

Bigliografia

 

  • Carlotta Piovesan, www.bollettinoadapt.it, art. “Lezioni di employability”, 02-12-2013

  • Diego Botti, blogzenzerocomunicazione.it, art. “Brand Reputation”, 01-07-2011

  • Riccardo Scandellari, www.skande.com, art. “La reputazione digitale facilita la ricerca del lavoro”, 27-07-2013

  • www.adecco.it, sez.: “sondaggi e ricerche”

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